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Il Comune non paga e inguai i poveri cittadini

L’AQUILA. 23 giugno, stralcio da un comunicato diramato dall'Ufficio Stampa del Comune dell'Aquila, la volontà del Sindaco Cialente, in cui si elogiano magistratura e forze dell’Ordine impegnate a “…vigilare, prevenire, ma, soprattutto, individuare ogni tentativo di corruzione, malaffare o spreco di risorse, è decisivo e d’importanza fondamentale. Direi che è, anche e soprattutto, un dovere etico e morale”. In questi giorni il Governo centrale ha anche inteso mettere a punto la responsabilità dei giudici. Tutto giusto? Anche l’immunità per i parlamentari. Due pesi e due misure? A livello decentrato: c’è o non c’è un “sistema L’Aquila”? Dal pulpito locali c’è il no? Ma… Il caso. I politici del Comune di L’Aquila si passano il testimone da oltre 40anni, ignorando l’intervento per consentire lo scioglimento del Consorzio di Cooperative (201 soci, su 17 cooperative); procrastina il pagamento per una porzione di terreno che, a suo tempo, aveva espropriato per causa di pubblica utilità nella zona di Pettino. Il Consorzio ha pagato da anni la quota parte del terreno di competenza e ha disponibile altro denaro (a conguaglio) che dovrà essere versato non appena il Comune avrà messo sul piatto la proprietà parte. Sennonché i veri assessori al bilancio, di ieri e di oggi, non provvedono. Ecco le conseguenze. I 201 Soci vengono chiamati a sborsare continuamente del denaro in cambio del miraggio per la trasformazione del Consorzio a proprietà divisa; indennità dovute: per esborsi nella gestione delle singole Cooperative (17) e del Consorzio, delle singole cooperative; spese per un commercialista, un avvocato, questo e quel tecnico chiamato per la “ricostruzione del patrimonio immobiliare”, interessi bancari di vario genere, Il Comune ha rincarato la dosa con l’”Ufficio della Ricostruzione, consentendo a  83 Soci (?!?) l’equo indennizzo, ma senza liberatoria effettiva dei Soci dal Consorzio; salvo che nel nuovo atti non sia “subentrato nella proprietà” (!?!). Molte Cooperative sono in ogni caso dissestate e se ne ignora la sorte, con evidenti conseguenze in seno allo stesso Consorzio. Nodo du nodo, dunque, a non finire. Tanto più che in vista c’è anche il piatto succulento economico creato sulle “macerie”  dai professionisti della politica e… di quanti saranno chiamati (5 o 6 anni dopo il sisma) a mettere le mani per la ricostruzione dei nuovi palazzi in Pettino. Ebbene, se proprio vogliamo escludere il “sistema L’Aquila” il “sistema Pettino” è sotto gli occhi di tutti.  Ma sfugge alla Procura della Repubblica, alla Guardia di Finanza, al “Palazzo delle Legalità” comunale. F.to:Emidio Di Carlo / Giornalista indipendente / Socio di una Cooperativa del Consorzio

 

Pubblicato il 23/6/2014 alle 12.2 nella rubrica news.

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