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lacoscienzaquilana
il blog di Emidio Di Carlo
 
 

Questo blog è un "supplemento" alla testata cartacea, "abruzzoaz60". Le notizie che vengono qui pubblicate intendono portare informazioni veritiere sulla politica della ricostruzione e sullo stato sociale a seguito del sisma del 6 aprile 2009.

14 maggio 2012
Il piano della ricostruzione agita il sonno nel Palazzo

L’Aquila, 14 maggio 2012. Non c’è dubbio che ora Cialente e i suoi” prodi” non sanno più che inventarsi o inaugurare alla vigilia del ballottaggio. La vecchia “politica della fontanella” è stata adottata: grazie alla complicità della comunicazione ad uso del Palazzo, attraverso i media, più o meno locali, inquadrati e con i paraocchi. Tanti faccendieri, tanta insaccata presunta politica attiva, ha solo due ragioni:  fino ad oggi si è rimasti  a guardare; si gioca l’ultima carta della “fontanella” per regnare anche nei prossimi cinque anni. Insomma, il fine giustifica i mezzi. E poiché le macerie consentono il passaggio dalla causa all’effetto, ecco che il Cialente chiama in suo soccorso  anche il “piano della ricostruzione” con un presunto parere favorevole del Ministro Barca? Purtroppo, come era capitato di sottolineare in precedenza. “… dove la barca va?”. Va nel senso che l’ipotetico documento “sventolato” da Cialente che attesterebbe il parere favorevole, (o virtuale?) che ha fatto incazzare De Matteis pronto a sottolineare l’ennesima fantasmagorica strumentalizzazione alla vigilia del ballottaggio. Ovviamente, a Barca spetterà l’ultima parola sulla questione.Edi




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14 maggio 2012
Una ragione in più per dire no a Cialente

L’Aquila, 14 maggio 2012. L’accordo siglato tra i vertici dell’IDV e Cialente apre un’altra ferita sulle persistenti macerie amministrative nel capoluogo. L’autonomia pubblicizzata dai seguaci di Di Pietro era falsa. In troppi si sono approfittati della determinazione del candidato Sindaco Mancini e del Segretario De Santis che pure, fino a qualche settimana dal voto, avevano preso atto del rifiuto all’apparentamento. Ora, però, le regole del gioco sono state sovvertite e i “farisei” appaiono smascherati. I candidati delle due liste per il candidato Sindaco Mancini, in assemblea hanno imposto, a larga maggioranza, la scelta pro-Cialente. Mancini e De Santis debbono aver dovuto ingoiare un rospo se la regola del “nuovo consenso popolare”(!?!)  ha imposto  a loro, protagonisti di tante critiche all’amministrazione uscente Cialente, un apparentamento discutibile e, per i più maligni, che sarebbe stato deciso a Roma. Il senatore Mascitelli, dichiaratosi sempre favorevole alle decisioni prese nelle assemblee aquilane, nell’ultima assemblea , ha preso solo atto della nuova decisione. Di certo tornando a Roma avrà sottolineato il verdetto aquilano sulla scia della “Foto di Vasto”. Ma… a questo punto è lecito chiedersi: i candidati delle due liste si sono davvero impossessati del partito che pure ha ricevuto 1867 preferenze al primo turno su una precisa linea politica precedentemente assunta attraverso libere e democratiche assemblee del partito? Senza contare che  il candidato Sindaco (Mancini) ha potuto far pesare il proprio piatto con 250 preferenze personali. La risposta, a questo punto, dovrà darla il Di Pietro Nazionale. Se l’obbiettivo perseguito a livello centrale è stato quello di liquidare il “Cavaliere” a qualsiasi costo, non si capisce perché nelle elezioni a L’Aquila non si sia voluto rimuovere le macerie procurate da un’amministrazione comunale prima e nei tre anni dal sisma del 6 aprile 2009. F.to Emidio Di Carlo / Giornalista indipendente




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12 maggio 2012
Gli appuntamenti di SpazioArte

L’Aquila, 12 maggio 2012. Impegni a tutto campo nel mese di maggio da parte degli operatori e del Circolo Culturale “SpazioArte”. Da venerdì 11 maggio, viene presentata all’Ospedale di Spoleto, la mostra personale di Massimo Bigioni. L’evento dell’artista di Leonessa rientra nelle iniziative culturali che precedono la grande expò annuale “SpoletoFestivalArt” promossa dall’Unione Europea e organizzata, nel Chiostro di San Nicolò, dall’Istituto Europeo per la Formazione e l’Orientamento, nonché  dall’Associazione Culturale “Giovani Europei”. Bigioni è reduce da un’altra personale tematica sulle “Laudi di San Francesco”appena  conclusa in Assisi.  A Spoleto, l’artista è stato presentato da Luca Filipponi, Presidente della Fondazione dell’Expò spoletina, con testo  critico di Emidio di Carlo Il 17 maggio, nella Villa Comunale di Roseto degli Abruzzi, si terrà la premiazione del 6° Concorso Artistico Nazionale, dell’annuale “Premio Pasquale Celommi”, organizzato dal Polo Liceale Statale “Saffo”(Prof. Viriol D’Ambrosio, Dirgente Scolastico) e riservato alle scuole Primaria, Secondarie di Prima e Secondo Grado. Questi i membri della giuria: Antonio Lattanzi, Emidio Di Carlo, Sandro Melarangelo. Bruno Zenobio, Gianni Tarli, Gabriele Rosati. Il Premio rientra nel Programma Nazionale MIUR ed è patrocinato, oltre che dalla Fondazione P. Celommi Onlus, dalla Presidenza della Repubblica, dall’Ufficio Scolastico Regionale, dalla Provincia di Teramo e dalla Città di Roseto degli Abruzzi.




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12 maggio 2012
No a Cialente e… ognuno si castri come può.

L’Aquila, 12 maggio 2012. Il problema ormai se lo pongono tutti, aquilani elettori e non. Eppure la risposta è semplice. Non si può che votare Giorgio De Matteis. Lo dice un giornalista indipendente e non un ruffiano. Ogni buon siloniano, ma direi anche ogni buon democratico, di fronte a quanto è stato fatto vedere, o non ha saputo o voluto fare l’Amministrazione Cialente, deve avere il coraggio di sbattere la porta in faccia a chi di dovere. E se è vero che pur di mandare a casa il Cavaliere la Sinistra ha gioito con l’espediente dei “tecnici”, non si capisce - ma al secondo turno arriverà la risposta - perché i veri aquilani – a cominciare da quelli della vera Sinistra – non abbiano già mandato a Casa Cialente e la sua squadra. Vedere apparire nelle liste pro-Cialente all’interno delle liste, certi nomi (anche degli ultrà di ieri della sinistra o del popolo della carriole), ha fatto pensare alla scomparsa dell’orgoglio aquilano. Così certa contestazione di Sinistra al sistema di governo è ora smascherata. L’IDV si è salvato (in estremis) dal rotto della cuffia: ha avuto reclamato la propria autonomia, rifiutando l’alleanza con il PD aquilano; quel PD espressione della politica clientelare, degli accordi politici non rispettati persistendo nel guadagno ad personam e per gli amici. Basta ricordare che nella maggioranza della Giunta Cialente, ha operato anche un assessore IDV che non è apparso espressione dell’IDV aquilano. Se ne è avuto indiretta conferma dal Segretario IDV di L’Aquila, Lelio De Santis, con le sue aperte e ripetute critiche all’Amministrazione Cialente. Nel giudizio al governo uscente, ha fatto eco la lista “L’Aquila che vogliamo” capeggiata da Vincenzo Vittorini, autentico rappresentante di quelle famiglie aquilane che non sono state risparmiate dal sisma e che, di fronte al regno Cialente, ha voluto dire basta all’inefficienza e alle sregolate logiche del potere partitico locale. Se il vero orgoglio aquilano tornerà alla luce, la Città potrà effettivamente risorgere. Il PDL e la Destra non si sono apparentati a De Matteis nel ballottaggio? Ognuno è libero di castrarsi come può. Emidio Di Carlo/ Giornalista Indipendente




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12 maggio 2012
Il “certificato medico” della politica sbagliata

L’Aquila, 12 maggio 2012. I risultati nel primo turno elettorale hanno consentito di mettere a fuoco la vera malattia della politica aquilana. Del resto lo stesso medico Cialente, ultimamente e in più occasioni, ha rilasciato un chiaro certificato. Nella sostanza, a 3 anni dal sisma la ricostruzione resta al palo di partenza, al 6 aprile 2009. Il fatto è che il nostro personaggio non sembra essersi reso conto che il “certificato medico” è stato redatto dal Sindaco della Città, già dipendente e stretto collaboratore dell’inviato Bertolaso; già Vice Commissario ex aequo; politico litigioso e dimissionario poi “ravveduto”; artefice della politica dei tecnici di casa nostra, con pioggia di deleghe per la gestione nel proprio Palazzo riservate alla Signora che aveva pure aveva perso il treno alla guida dell’Amministrazione Provinciale, Tutto per doverosa scelta politica “cristiana”. Quanto al rivale, De Matteis, nei panni del vice presidente del Consiglio Regionale.  forse non un rivoluzionario ma di certo è stato un moderato e, comunque, non è stato il politico che aveva le chiavi della città. Eppure non è rimasto spettatore ed estraneo ai dibattiti sui reali problemi della ricostruzione. Merita allora ricordare, per chi l’avesse dimenticato, la chiarezza espositiva sull’urgenza di procedere subito al rilancio della politica commerciale. Lasciamo allora da parte la questione tra de minimis e  zona franca di cui l’Amministrazione Cialente ha smarrito le carte nel cassetto in occasione della trasferta turistica-premio della sua macchina in quel di Bruxelles. Ma che ne è stato del progetto per la ricostruzione del mercato di Piazza Duomo a Piazza d’Armi? Il progetto era pronto e finanziabile dalla gestione Bertolaso. Negli ultimi mesi l’Amministrazione Cialente ha saputo realizzare solo una piastra di cemento ed erigere intorno i pali dell’illuminazione (o della cuccagna?) che si guardano l’un l’altro chiedendosi: quando finirà questo silenzio; quando riusciremo veramente ad illuminare a Piazza d’Armi? Quando arriveranno le bancarelle degli ambulanti e si potranno fare gli spettacoli alla sera, magari teatrali? “Fra un mese”ha ripetutamente comunicato l’Amministrazione Comunale. Anche se non ha chiarito l’anno in cui ciò sarà una realtà. Emidio Di Carlo / Giornalista indipendente




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29 aprile 2012
La scomparsa di Alvaro Iovannitti

 Roseto degli Abruzzi, 30 aprile 2012. Se n’è andato l’ultimo della combattiva, umana e popolare sinistra aquilana, Alvaro Iovannitti. Viene da dire c’era una volta pensando a quei tempi in cui il Consiglio Comunale era veramente un' assise di autentici aquilani. Non importa se di destra o di sinistra, democristiani, socialisti, comunisti o del Msi. Nei vari scanni siedevano galantuomini e grandi protagonisti della vita culturale: Giorgi, Cicerone, Lopardi, Trecco, Rivera, Carloni, Cerulli, Giuliani, Tomassi, (tanto per fare qualche nome) e, naturalmente, Alvaro Iacovitti. Era il tempo della vitalità artistica e politica aquilana Quella che mossa dal Gruppo Artisti Aquilani, che costruiva il TSA e la Società dei Concerti, l’Università e l’Autostrada Roma-L’Aquila. Era il tempo in cui i due quotidiani della Capitale (“Il Tempo” del liberale Angiolillo, “Il Messaggero” dei Perrone) si contendevano il primato quotidiano delle vendite per un pugno di copie in più avendo entrambi un paio di migliaio di copie vendute. Era il tempo dei giornali della sera (“Momento sera”, “Il giornale d’Itala”, “Paese Sera”, ecc.) che seguivano a ruota, con l’informazione del capoluogo i più venduti quotidiani. Era il tempo dei giornalisti aquilani: Celaia, Carli, Mari, Manilla e delle redazioni in cui il numero dei collaboratori era tale da imporre la prenotazione per l’uso della macchina da scrivere. Era il tempo delle contrapposizioni politiche, dell’arte svincolata dai partiti o dell’impegno sociale reclamato dalla sinistra comunista. Tempi di polemiche ma anche strette di mano, di simpatie mai venute meno, di unità quando l’interesse della città ne reclamava la necessità e l’urgenza. Mi piace ricordare un incontro occasionale, alla fine degli anni Sessanta, nella stazione di servizio AGIP, nei pressi di Milano. Andavo perinaugurazione di una “Triennale” per la partecipazione con alcune opere grafiche. Avevo appena posteggiato la “Bianchina” (la Cinquecento rivisitata dell’epoca), quando la voce di Iovannitti gridò il mio nome. Non ci vedevamo da anni, da quando avevo lasciato L’Aquila per Parma e poi per Urbino. Ci abbracciammo come due grandi amici che non si incontravano da decenni. Con Iovannitti c’era anche Giorgi, l’altro grande indimenticabile compagno. Ciao Alvaro. (“dic”, l’amico giornalista indipendente)




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29 aprile 2012
L’Aquila cerca un Sindaco con le palle

 Roseto degli Abruzzi.,30 aprile 2012. Il racconto sul quotidiano “Il Centro”, sul “secondo verbale” che sarebbe stato firmato in tutta fretta, dopo il sisma del 6 aprile da parte della Commissione “Grandi rischi”, ha dell’incredibile. “Con persone ancora sotto le macerie e con il dramma che si era ormai svelato in tutta la sua crudezza” (N.d.R..si firma “g.p.” nell’articolo) è stato scritto “…. Bisognava sistemare e fermare il verbale del 31 marzo. Ma non solo. Ne fu fatto anche un altro.” Come se questo non fosse sufficiente a capire, nella pagina a fronte subito il titolo: “Cialente: Chiodi non dice la verità sul sisma”. Questa volta cambia registro e firma: “cr.re.”). Al di là di un certo anonimato giornalistico dei due articoli leggere al termine degli stessi “© riproduzione riservata” ne è scaturito l’interrogativo: da chi? o per chi?. Non è questa la sede per una risposta nel merito dal momento che l’informazione sui fatti è diventata competenza dei lettori a seguito dell’avvenuta pubblicazione. Come ignorare però di essere di fronte ad una nuova litigiosa contesa (Cialente-Chiodi) alla vigilia delle elezioni amministrative?. Risposta venga, allora, dalle urne. Non senza qualche riflessione. Troppo spesso si dimentica il ruolo e l’autorità dei Sindaci. Ora, se è vero che il sisma ha messo il Governo con le spalle al muro con una gestione calata dall’alto, viene da chiedersi dove è stato il Sindaco dell’Aquila e quale è stato il “ruolo” e il “potere” esercitato. Nei canali televisivi senza dubbio; a farsi fotografare sulle macerie, anche. Ad occupare le prime pagine della carta stampata e dei rotocalchi, ancora. A farsi nominare vice commissario aggiunto, salvo a lasciare che il collega vice (oltre al suo personale dislocato nella SGE) operasse con propria discrezionalità anche a danno dei cittadini. L’elenco delle comparse sarebbe infinito: dalle inaugurazioni dei MAP, al G8, con ogni personaggio in arrivo (cantanti, attori, sportivi, politici, ecc.) nella città devastata. Un elenco interminabile. Anche l’amico Vespa ha fatto eco nel tranello mediatico. Lui, proprio Lui che conosce “Porta a Porta” l’antica città poiché vi è cresciuto. In tre anni, non si è stati capaci di rifare il Palazzo Comunale, di mettere mano ad un edificio scolastico, di dare una piazza agli ambulanti di quella Piazza Duomo che è stata trasformata nell’agenzia turistica della protesta locale e l’infelice spettacolo per la folla dei curiosi e degli ex aquilani alla ricerca di quel’”e pur si muove” che avrebbe ridato una speranza per le generazioni future. Dopo il disastro del 6 aprile 2009 una sola constatazione: “Immota manet”. Di certo L’Aquila non ha un Sindaco con le palle. F.to:Emidio Di Carlo / Giornalista Indipendente




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28 aprile 2012
Lettera aperta al Direttore del quotidiano “Il Centro”

L’Aquila, 28 aprile 2012.Non se debbo complimentarmi per il “bel titolo” di prima pagina del 26 aprile, “Allerta sisma, Regione sotto accusa” o incazzarmi. Davvero è stato uno scoop. Senonché, appena il tempo di leggerlo che è arrivato in rete  un altro documentato, pepato- con l’annuncio di querela per le dichiarazioni della Pezzopane da parte del candidato a Sindaco per il Comune dell’Aquila, attuale vice Presidente del Consiglio Regionale d’Abruzzo, Giorgio De Matteis. Così, il ghiotto scoop è praticamente andato a farsi benedire; con l’insieme proposto dalla testata del quotidiano “Il Centro”. Infatti, ciò che aveva riempito le pagine il 26 aprile (la prima nazionale e la prima regionale) anche con belle foto accattivanti dei politici è stato, praticamente,”ridimensionato” il giorno successivo. Lo si è capito, dall’inserimento in  taglio bassissimo, titolo a tre colonne scarse ben dosato politicamente, “Terremoto, verità e non polemiche”; nonché dal titoletto, su una colonna,  in dodici neretto, con i nomi dei protagonisti,  “De Matteis denuncia la Pezzopane”. Nessun accenno, questa volta, nelle pagine per il capoluogo. Il 28 aprile, ho aperto il giornale pensando di trovarvi un bell’“elzeviro” del Direttore, con tanto di oculato commento. Altra delusione! Da povero lettore quando penso al Sindaco Cialente che mi dice “farei del vecchio giornalismo”, m’assalgono degli interrogativi: che fine ha fatto lo scoo; perché non su è continuato, nei giorni successivi, con eguale risalto?  Forse per  non inquietare ulteriormente i propri lettori o per non distrarli dalla preferenza del voto … nelle elezioni alle porte? Ha ragione però Cialente: i tempi sono cambiati e il suo modo di fare informazione è altra cosa. Ciò che ci separa deve essere l’“anima siloniana che  mi farebbe “sbattere la porta” o chiudere la vista a certa carta stampata. Sono, però, anche abbastanza liberista (crociano), uno spirito critico professionista che fa informazione con i propri mezzi per dialogare con chi vuole capire. A suo tempo ho  firmato il referendum abrogativo dell’Ordine dei Giornalisti. Non ne sono pentito. Non sono un grillino, nè un fautore dell’antipolitica, tantomeno pro ’”abecetario” (ABC) a destra o a sinistra per convenienza visto che sono anche operatore culturale. Credo, fermamente, che l’art.21 della Costituzione debba essere finalmente applicato in forza dell’ampio consenso popolare registrato nel referendum e, soprattutto, per la disponibilità offerta dalle nuove tecnologie che hanno aperto il libero dibattito in rete. Non v’è dubbio che il dilagare dei furti e della corruzione del potere politico-partitico, sono il risultato di un porcellum davvero da stalla che va sotterrato. Emidio Di Carlo / Giornalista indipendente




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28 aprile 2012
ll "vincolo" subito dimenticato

L'AQUILA. Subito dopo il terremoto, orami tre anni fa, Italia Nostra nazionale e locale fece la proposta di estendere a tutto il centro storico dell'Aquila il vincolo paesaggistico. Sarebbe stato già qualcosa per evitare stravolgimenti nella ricostruzione del centro storico. Senonché non solo il vincolo non è stato messo, ma la cosa sembra accuratamente evitata nel dibattio pubblico della campagna elettorale in corso. F.to Ugo Centi. post pubblicato in diario, “Controaliseo”, il 27 aprile 2012




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26 aprile 2012
Protezione Civile: De Matteis querela la Pezzopane

L’Aquila, 26 aprile – Il candidato Sindaco dell'Aquila Giorgio De Matteis ha dato mandato all'avvocato Attilio Cecchini di tutelare la sua onorabilità in sede giudiziaria. Questo in relazione all'articolo comparso sulla pagina locale del Centro sul protocollo triennale d'intesa tra Governo e Regione Abruzzo in tema di protezione civile, in cui l'Assessore comunale Stefania Pezzopane insinua subdolamente che Giorgio De Matteis avrebbe salvaguardato non meglio specificati interessi economici.




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